La Venezia del Nord: Bruges

Ore 7:20, il silenzio di Rue du Berger, viene squartato da una miscela di rumori, provenienti dalla strada sottostante: vetri, ferro e un fragoroso chiacchiericcio riempiono la nostra alba. Incuriositi ed anche un pò spaventati, apriamo la finestra per guardare giù e con nostro grande sollievo, scopriamo gli operatori ecologici di BRUXELLES alle prese con il loro lavoro. Uno di loro, avendo sentito la nostra finestra aprirsi, punta lo sguardo verso di noi e si chiude nelle spalle, come a dire : “scusate forse abbiamo fatto un pò troppo rumore questa volta!”. Ovviamente tutto accompagnato da un sorriso a cui non potevi replicare. Perdonato il signore e salutato i suoi due colleghi, torniamo a goderci il calduccio della nostra stanza. Poco male, perchè tanto alle 7.30, la sveglia ci avrebbe fatto alzare da letto.
Il day three, in quel di Bruxelles, inizia cosi presto perchè la meta di oggi è una piccola cittadina, situata nelle Fiandre, che risponde al nome di Bruges!

Come al solito, io e Sere, siamo già pronti e aspettiamo i nostri due amici di tante avventure, nella hall dell’hotel. C’è da dire che la hall del “Le Berger” è tutt’altro che silenziosa. Questo perchè collegata con la stanza di benvenuto dell’hotel, c’è il bar della struttura, che di giorno offre cappuccini, tè, e croissant mentre di sera, diventa uno dei pub più in voga del quartiere ma non vi preoccupate, perchè la tranquillità nelle stanze da letto rimane inalterata.
Eccoli, finalmente! Solite scuse da ritardatari e si và! Direzione stazione “Gare de Central” perchè lì, ad attenderci, ci sarebbe stato il nostro treno. La giornata di oggi ci regala un sole pieno e caldo che fa si, che le nuvole di ieri, siano un lontano ricordo. Dal nostro hotel, la stazione dista quasi 2 chilometri. Troppo. Decidiamo cosi di prendere la metro. Se siete di Roma, evitate il paragone tra la nostra metro e quella di Bruxelles: altra categoria. Arrivati alla stazione centrale, ci dirigiamo da prima al bar, per fare una colazione veloce e poi alla cassa, per prendere i biglietti. Piccolo consiglio, non fate come noi, i biglietti prenotateli online scegliendo la tariffa speciale per il fine settimana cosi da avere uno sconto del 50% . Noi avendoli presi lì sul posto, abbiamo speso 33 euro a testa. Saliamo sul treno delle 8.30 e ovviamente, dopo 10 minuti, tutti e quattro ci siamo rituffati nelle braccia di Morfeo. Veniamo svegliati dal controllore che ci chiede di visionare i biglietti. Ormai sono le 9,40, Bruges è lì, la vediamo prima attraverso i vetri del treno e poi dal “vivo”.

L’impatto è magnifico perchè sembra quasi di essere nel mondo delle fiabe: case antiche dalle facciate colorate, carozze trainate da cavalli, vicoletti selciati, canali suggestivi e candidi cigni contribuiscono a rendere l’atmosfera cittadina unica. La nostra meta è Market Place, ossia la piazza del mercato, il cuore della città. Ma prima, sosta al “Tea Room Laurent”, dove ho mangiato il Waffel più buono del Belgio!
Dopo esserci concessi questa delizia, ci rimettiamo su Sint – Salvatorskerkhof, la via principale di Bruges, quella con tutti i negozi più famosi, per intenderci.
L’aria è leggera, l’atmosfera è magica. Gli addobbi, le luci e le canzoni del Natale che fuoriescono dai negozi contribuiscono a rendere tutto ancor più incantato. Felici e contenti arriviamo, finalmente, nella bella Market Place. E’ grande, piena di gente e tanto tanto colorata. Anche qui ci sono i mercatini e la pista di pattinaggio.

Purtroppo, il sole caldo di Bruxelles, non c’è più. Al suo posto ci sono dei bei nuvoloni, che non promettono nulla di buono. Vi avevo detto che Bruges viene anche chiamata la “piccola Venezia”? Questo epiteto nasce dalla presenza dei tanti canali navigabili, i quali offrono un punto di vista ideale da cui osservare la città. Cosi, visti quei nuvoloni che dominano le nostre teste, decidiamo di farci un giro per questi canali. Andiamo in uno dei tanti tickets point, per prendere il nostro biglietto al costo di 7,50 €. Vi avvertiamo, può capitare di fare tanta fila. Noi ci siamo fatti 30/40 minuti di coda. Però poi lo spettacolo è fantastico. L’imbarcazione solca discreta l’acqua, attraversando le principali vie della città mentre ai lati sfilano, in sequenza, le facciate delle tipiche case in stile fiammingo con improvvise aperture su scorci davvero pittoreschi. Qualche spiegazione in francese o in inglese (dipende dalla nazionalità dei turisti a bordo) del conducente può servire per orientarsi ma basta anche solo vivere l’esperienza del percorso per trovarsi immersi in un clima da sogno romantico. La durata del percorso è di 30 minuti e a fine viaggio, il conducente chiede un piccola mancia.


Terminata l’esperienza, risaliamo fino a Market Place, per assaggiare tutte le specialità che i chioschi ci possano offrire perchè la fame è tanta. Arrivati in piazza, la nostra attenzione viene catturata da un pentolone, stracolmo di zuppa. L’aspetto non è invitante ma il fatto che ci sia tanta gente in fila per assaggiarlo, ci fa venire il dubbio. Cosi decidiamo di avvicinarci e chiedere alla signora del chiosco cosa fosse. Altro non era che zuppa di cavolo e questo perchè tra i piatti principali della città ci sono proprio le zuppe, preparate in diverso modo, con verdure, panna e prosciutto crudo, senza dimenticare la crema di piselli, di porri e di rabarbaro. Ok, non fa per me. Passiamo al chiosco successivo: gamberetti alla griglia. Ok è il caso di fermarci e assaggiare quei deliziosi frutti di mare. Nell’aria ci sono tanti odori, che a stento riusciamo a distinguerli: c’è la carne, c’è il pesce, c’è la cipolla, c’è il vino caldo, c’è la birra, insomma c’è di tutto. Termino il mio piattino di gamberetti con salsa, ed ecco arrivare la pioggia. Questa volta è forte. Abbiamo bisogno di un riparo. C’è uno stand, con tanto di veranda. “Ok, quello è il posto giusto per ripararci!”.

Ovviamente non siamo gli unici ad avere questa idea e cosi in men che non si dica, ci ritroviamo ammassati tutti insieme, nemmeno fossimo delle bestie nella fattoria. L’unico ad esultare è il proprietario dello stand, che sforna wurstel caldi come se non ci fosse un domani. E che fai, non lo provi un bel wurstel di Bruges? Certo che si! E cosi il nostro pranzo passa dall’antipasto di pesce ad un primo di carne, il tutto accompagnato da un bel boccale di Leffe alla spina.
Terminata quella pioggia fastidiosa, proseguiamo con il nostro giro ma questa volta non ci addentriamo per le vie del centro città. Usciamo un pò dal punto nevralgico per godere della periferia della piccola Venezia. Oramai il sole è basso, la notte si stà impadronendo di Bruges, cosi dopo aver fatto scorta di acqua, decidiamo di far ritorno alla stazione dei treni. Ma prima, ci fermiamo alllo “Snow & Ice – Sculpture Festival Brugge”. Altro non è che un immenso tendone, dove all’intero ci sono statue fatte interamente di ghiaccio e la temperatura si aggira sotto i 10°.
Sono le 20 e tra mezz’ora ci sarà il nostro treno che ci riporterà nella capitale. La malinconia ci attanaglia, perchè questa città è veramente magica e poetica e lasciarla ci rattrista. Ma dobbiamo farlo. Dobbiamo tornare in Hotel e cercare di riposarci, perchè domani si riparte…domani è il turno di ANVERSA!

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