Bruxelles mille colori

Tutto è pronto, valigia chiusa, videocamera carica, mente piena di pensieri e cuore pieno di felicità. Fiumicino, ore 8. Inizia cosi il day one che ci porterà in Belgio. Inizia con una bella spremuta e con uno di quei cornetti grassi, tipici dei bar dell’areoporto. Inizia con lo speaker che ci comunica che il nostro volo è pronto e che attende solo noi. Tempo di riprendere le nostre cose ed eccoci a bordo di questo bestione firmato Ryanair. L’ambiente è caldo e accogliente. L’aereo si riempie in men che non si dica: Italiani, Francesi, Tedeschi, Tunisini e ovviamenti Belgi. La tranquillità regna sovrana, certo ci sono sempre quei due, tre bambini che piangono ma questo fa parte di ogni viaggio. Il capitano ci saluta dall’altoparlante e le hostess risolvono qualsiasi nostro problema. Ci alziamo in cielo, superiamo le nuvole, tocchiamo l’universo.

Da lassù tutto sembra essere piccolo, anche le Alpi innevate. Il paesaggio dall’oblò è meraviglioso, sembra quasi di vedere la fine dell’orizzonte, lì dove il sole ci ha salutati da un bel pò. Ed ecco nuovamente la voce del capitano, sempre lì dagli altoparlanti, che ci annuncia l’arrivo in Belgio. L’aereo si riempie dei click delle cinture: c’è chi stringe la mano al proprio fidanzato, chi guarda fuori dal finestrino, chi stringe il proprio peluche, chi dorme…perchè si sà, la partenza e l’atterraggio fanno paura un pò a tutti ed ognuno la esorcizza come può.
Tre, due, uno ed eccoci a terra! Scendiamo a Charleroi, che è un cittadina situata a sud di Bruxelles. L’aria è fredda, c’è vento ma fortunatamente il sole di Roma è lì con noi. Fuori dall’aereporto ci aspetta Cosimo, un simpatico ragazzo dai rasta lunghi, pronto ad accompagnarci nel cuore del Belgio. Ci spiega tutto della casa sulla palude, perchè ebbene si, Bruxelles significa proprio “casa sulla palude”. La prima cosa che ci consiglia di vedere è l’Atomium. Così dopo aver salutato Cosimo e ringraziato, lasciamo i bagagli nel nostro Hotel, “Le Berger”, e ci rechiamo dinnanzi a questa futuristica opera. Il monumento, realizzato per l’Expo del 1958, è alto 102 metri e rappresenta i 9 atomi di un cristallo di ferro.

Aveva ragione il nostro autista perchè l’Atomium è una delle principali attrazioni di Bruxelles, una di quelle che non si può fare a meno di visitare se non si vuol sentirsi dire “non l’hai visto? Ti sei perso una delle cose più belle della città!”. C’è la possibilità di visitarlo all’interno ma noi sfortunatamente abbiamo trovato la biglietteria chiusa e cosi ci siamo accontentati di farci un pò di foto ai piedi della struttura e di goderci un pò di calduccio nello snack bar adiacente. Felici e contenti di aver spuntato dalla Lonely Planet il nostro primo monumento, decidiamo, vista l’ora e i primi segni di stanchezza, di tornare nel centro città, ma prima di far ciò ci rechiamo sotto il settore Z dello stadio Heysel, per ricordare la memoria dei 39 italiani che persero la vita prima della finale di Champions League tra la Juventus ed il Liverpool nel 1985. Superato il momento di riflessione, riprendiamo la metro ed eccoci in una delle piazze più belle del mondo: la Grand Place.

Rimaniamo inermi davanti alla bellezza di questa piazza caratterizzata dall’ insieme eclettico e perfettamente riuscito degli stili architettonici tipici della cultura e della società di una fiorente e prospera città del nord Europa. Scrittori come Baudelaire, Victor Hugo e persino Karl Marx, ne rimasero affascinati. La Grand-Place è circondata da magnifici edifici, sedi delle corporazioni delle arti e dei mestieri, che risalgono per la maggior parte alla fine del XVII secolo. Ma la cosa che ci ha toccato veramente nel profondo è stato lo spettacolo di luci e musica che ogni trenta minuti riempivano la piazza. Qualcosa di unico e mai visto prima.
Peccato solo, che è ammirabile solo nel periodo natalizio. Abbandonata la Grand Place, decidiamo di curiosare tra i chioschetti disposti nelle vie per i mercatini di natale. Inutile dirvi che c’è un tripudio di odori, colori e persone. C’è di tutto e di più. L’atmosfera è bella, piena di gioia e felicità, nonostante ogni tanto qualche militare ci fà tornare con i piedi per terra. Ormai sono le 21 e la fame bussa ai nostri stomaci. Cosi decidiamo di fermarci davanti ad un chioschetto situato all’incrocio tra Rue de Tabora e Rue de la Bourse, per assaporare uno dei pasti tipici del Belgio: Wurstel e patatine fritte. E si, perchè il fritto in Belgio va’ tanto! Sarà per il gran freddo o per la voglia di sapori forti o forse perchè fritto è buono tutto…. stà di fatto che anche l’aria sembra esser fritta. Ah, scordatevi il fritto nostro, perchè qui si frigge nello strutto! Ritrovate un pò di energie, decidiamo di chiudere qui questa nostra prima giornata e di tornare nel nostro piccolo hotel situato nel quartiere africano.
La stanchezza è tanta ma la felicità lo è ancor di più. Siamo a Bruxelles, il cuore dell’europa, il motore dell’Unione. Non vorremo andare a letto, ma il sonno è tanto e così, un ultimo sguardo fuori dalla finestra, le ultime luci vengono spende, il day one si chiude qui… buona notte Belgio!

#DAY2

Ci eravamo lasciati con una bella luna splendente, che rinfrescava la nostra stanza d’hotel e rendeva la moquette e la carta da parati, tipica dei bordelli anni ’30, smaglianti! Al nostro risveglio, però, tutto questo non c’è più. La luna si è eclissata e anche il sole sembra non volerne sapere di uscire fuori, forse perchè ha preferito prendersi un giorno di ferie. E cosi, il day two in quel di Bruxelles, apre il suo sipario con una leggera pioggia, che magari in estate è anche gradita, ma l’inverno, con la temperatura che sfiora i 6°, no! Muniti di cappelli, sciarpe e ombrelli decidiamo di rivedere completamente il nostro itinerario. Ovviamente con questo tempo, non possiamo girare per la città aperta. Cosi apriamo la Lonely e prendiamo pag. 55: Parlamento Europeo. Perchè no? Alla fine rispecchia tutte le nostre esigenze: luogo chiuso, attrazione da visitare, non lontano da dove siamo noi. Cosi, in una mano la mia Sony e nell’altra l’ombrello, cominciamo ad incamminarci verso Place du Luxembourg. Da dove siamo noi saranno all’incirca una 10ina di minuti a piedi. Il tragitto è bello, passiamo attraverso quartieri e piazze molto caratteristiche e anche qui troviamo tanti chioschetti che ci stuzzicano l’appetito. Cosi ci fermiamo a prendere un waffle semplice, tanto per riempirci un pò lo stomaco.
Il Quartiere del Parlamento si trova dietro la stazione del Quartier Leopold all’interno del Parc Leopold in posizione leggermente rialzata nella parte alta della città. Non ci si può sbagliare: è un complesso di edifici postmoderni in vetro e acciaio che all’esterno non si concedono nessuno sfarzo se non le bandiere sventolanti dell’Unione e delle nazioni europee che ne fanno parte. Le visite per il Parlamento iniziano alle 9 e noi precisamente a quell’ora eravamo nella Hall. Superati i classici controlli, ci addentriamo nel cuore della struttura, passando per corridoi e stanze tutte adornate di opere più o meno note arriviamo davanti ad un aula concentrica, dai toni caldi: l’ Emiciclo. Se siete fortunati avrete la possibilità di assistere ad una seduta, con gli europarlamentari. Noi non siamo stati fortunati tanto che ci siamo dovuti accontentare dell’aula vuota. L’Emiciclo può accogliere tutti i 751 deputati del Parlamento europeo. Durante le sedute plenarie è utilizzato per i principali e più importanti dibattiti del Parlamento ed è qui che hanno avuto luogo molte votazioni storiche. La visita non dura molto, con una 50ina di minuti riesci a far tutto, foto comprese.
Ok, il Parlamento è finito, ed ora? Fuori piove, e anche di brutto. Che facciamo? Non facciamo in tempo a terminare questa frase, che ci si avvicina una ragazza, anch’essa Italiana, alta, mora e dalla carnagione scura. Si scusa con noi per l’intromissione e ci spiega che lo ha fatto solo per consigliarci un’altro luogo da vedere nei paraggi: Il Parlamentarium.

Questa struttura enorme altro non è che il centro visitatori del Parlamento europeo. Qui dentro, sotto forma di museo, si può respirare tutta la storia di questo importante Organo Europeo.
Nell’atrio del Parlamentarium una piccola sorpresa: la possibilità di farsi una foto con uno sfondo a tema a scelta. Poi dopo la barriera del metal detector ecco affidarci un’audio guida in italiano per poi iniziare il percorso nella storia. Ambiente curato, silenzioso, pulito ed affascinante! Ci siamo immersi, concentrati, nella storia del cammino dell’ Unione Europea dai primi passi fino ai nostri giorni. Un percorso durato diverse ore, tanto eravamo stati presi dalla presentazione. Pannelli interattivi, foto rare e consultazioni personalizzate erano gli obiettivi della nostra attenzione. Simpatica la ricostruzione dell’Emiciclo, per simulare una votazione. Il tempo scorre e anche velocemente! Sono le 14, fuori finalmente ha smesso di piovere e il sole timidamente riscalda l’aria. Usciamo nuovamente all’aperto e torniamo a respirare l’aria frizzantina di Bruxelles. Gli ombrelli è ora di riporli nelle borse, perchè hanno fatto il loro tempo. E’ ora di addentare qualcosa, cosi armati di tanta fame ci dirigiamo in un ristorantino situato nel centro di Bruxelles: il “Fin de Siècle” .
L’ambiente è caldo, tutto in legno e il personale ci accoglie con gran calore.
Ci sediamo e scorgiamo, dietro al bancone, il menù scritto su delle tavolone di lavagna. C’è di tutto e di più ma il mio sguardo si sofferma sulla Carbonade Flamande!

E la memoria torna a Cosimo, il nostro autista, che ci aveva espressamente detto di provare questa specialità belga. Cosi all’arrivo della cameriera ordino il mio spezzatino di manzo stufato e cipolla, bagnato con la birra e condito con timo e alloro. Il tutto accompagnato da una fresca Leopold7. Devo dire che anche in questo caso Cosimo non ci ha deluso! Spezzatino morbidissimo, immerso in una salsa deliziosa e poi si, quella Leopold dava un tocco in più al pranzo. Soddisfatti della mangiata, ci rincamminiamo per le vie di Bruxelles alla ricerca di quelle tre statue tanto famose quanto ambigue : Jeanneke Pis, Manneken Pis e Zinneke Pis.

Voi direte perchè ambigue? Perchè sono delle piccole statue in bronzo, rispettivamente una ragazza, un ragazzo ed un cane che fanno la pipì! L’origine del Manneken Pis non è accertata. Numerose leggende circolano su di lui. Fra esse una descrive un bambino che avrebbe estinto, a suo modo, la miccia di una bomba con la quale i nemici volevano dare fuoco alla città; un’altra, un bambino perso che sarebbe stato trovato da suo padre, ricco borghese di Bruxelles, nella posizione che si immagina; un’altra ancora narra che nel XII secolo un bambino, figlio di un celebre duca, fu sorpreso ad urinare su di un albero durante le fasi cruciali di una battaglia.
Così questa immagine simboleggiò il coraggio militare dei belgi.
Stà di fatto che queste tre statuette sono diventate una delle attrazioni principali della città, infatti se vi capità di trovare, così dal nulla una discreta folla, intenta a fotografare qualcosa, state tranquilli che avrete trovato uno dei tre “Pis”. Salutato a dovere, le belle statuette, decidiamo di tornare alla Grand Place, perchè lo spettacolo della scorsa notte non ci è bastato! Arriviamo nella piazza alle 19,55 e facciamo in tempo a prenderci un cioccolato caldo da Starbucks, perchè oltre a far figo, fa anche tanto piacere riempire lo stomaco di una bevanda calda quando fuori si toccano i 5°. DON! Parte il primo rintocco ed ecco nuovamente la piazza trasformarsi in un mare di colori e musica. Se ieri ci era piaciuto, questa stasera ancor di più! Restiamo lì per 10 minuti, con il naso all’insù e la mente che viaggia insieme a quell’arcobaleno. Tutti rimangono affascinati da quello spettacolo: anziani, ragazzi e anche i bambini. E quando la musica termina il suo fluttuare, tutti rimaniamo un pò delusi perchè vorremmo non finisse mai! La giornata volge al termine e con lei anche le nostre forze, provate dal freddo e dai tanti chilometri macinati. Un pasto veloce e poi diritti all’hotel. Una doccia calda e poi un lungo sonno….domani ad accoglierci, ci sarà la “piccola Venezia”!

#DAY3

Il terzo giorno in Belgio lo passiamo a BRUGES

#DAY4

Il quarto giorno in Belgio lo passiamo ad ANVERSA

#DAY5

L’ultimo giorno a Bruxelles è all’insegna del più totale relax! Sveglia alle 9,30. Niente fretta, niente frenesia ma solo tanta voglia di godersi questo ultimo giorno. Ce la prendiamo veramente con calma, tanto da uscire dall’Hotel alle 11. Non avendo una meta, decidiamo di camminare senza seguire un percorso ben preciso. Ci perdiamo per le vie della capitale e questo ci dà la possibilità di godere delle bellezze nascoste della città.

Dopo una buona oretta di girovagare senza una meta, cominciamo a riconoscere qualche via e capiamo che ci stiamo avvicinando alla Grand Place. Finora l’abbiamo sempre vista di notte, perciò siamo curiosi di ammirarla anche nella veste giornaliera. Eccoci qui. Siamo nuovamente in quella che può essere definita una delle piazze più belle d’Europa. Le lucine sono spente e anche la musica sta ripassando lo spartito, perché dalle 16 si va in scena!
L’attraversiamo tutta e tra una chiacchiera e l’altra, ci ritroviamo nella parte opposta, vicini a Starbucks. Sono le 12, fa freddo, che fai non te lo prendi un bel cappuccino americano, cosi da farci qualche foto e fare il figo?

Ormai conosciamo il centro come le nostre tasche, tanto che alcuni venditori dei chioschi ci riconosco e ci salutano. Bruxelles è anche questo! Ultimi acquisti prima di ripartire e poi nuovamente in Hotel a prendere i bagagli! Ma prima, sentiamo in lontananza della musica o meglio sentiamo delle canzoni natalizie. Incuriositi ci dirigiamo verso la zona Marché-aux-Poissons, dove vi è una grande piazza con ben 240 chalet dove è possibile trovare cibo proveniente da ogni regione del Belgio e della Francia, ma anche regali di Natale e piccoli souvenir, assaggi di dolci, di piatti tipici e anche di vin brulè, per non parlare delle birre e del caffè. Insomma, se arrivate a stomaco vuoto, avrete modo di riempirlo. Nel mezzo della lunga piazza che conduce alla ruota panoramica troverete la classica pista di pattinaggio sul ghiaccio e in fondo alla piazza la grande ruota panoramica!

Arrivati sotto la ruota, scorgiamo da dietro l’angolo un carro, e poi un altro e poi ecco un altro ancora….eravamo nel bel mezzo della parata di natale! 15 carri che scorrevano in fila indiana, uno più bello e curato dell’altro. C’era il carro degli spazzacamini, dei folletti, degli elfi e cosi via dicendo, fino ad arrivare al carro principale, quello con Babbo Natale che saluta tutti i bimbi presenti! Ed ecco che in un colpo si torna tutti bambini!
Superato il momento, ci accorgiamo che sono le 18 e che alle 20 saremmo dovuti essere all’aeroporto. Cosi ci rimettiamo su strada, per tornare all’hotel.
Mentre camminiamo, un velo di tristezza sale sui nostri volti. La vacanza volge al termine, vorremo non andarcene mai, ma purtroppo come tutte le cose belle prima o poi c’è un fine, cosi con il cuore pieno di gioia e la testa piena di ricordi, ci giriamo e salutiamo Bruxelles per l’ultima volta: Adiue!


 

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